Essere imprenditore significa prendere decisioni ogni giorno.
Investire, assumere, pagare fornitori, affrontare nuove opportunità, gestire clienti, sostenere i costi dell’azienda e programmare il futuro.
Ma c’è una parte dell’imprenditoria di cui si parla meno: la tranquillità finanziaria.
Perché un’azienda può avere clienti, fatturato e prospettive di crescita, ma se ogni mese l’imprenditore deve chiedersi come pagare le scadenze, sostenere le rate o gestire i fornitori, la pressione finanziaria può diventare un problema che va ben oltre i numeri del bilancio.
Avere una struttura finanziaria equilibrata significa anche poter dormire più serenamente, prendere decisioni con maggiore lucidità e guardare al futuro senza vivere ogni scadenza come un’emergenza.
Che cosa significa avere tensioni finanziarie?
La tensione finanziaria si manifesta quando le disponibilità finanziarie dell’impresa non sono sufficienti, o non sono adeguatamente organizzate, rispetto alle uscite previste.
Può succedere anche a un’azienda che lavora e produce fatturato.
Un cliente può pagare a 90 giorni mentre i fornitori devono essere pagati a 30. Un investimento può richiedere un esborso immediato mentre il ritorno economico arriverà nei mesi successivi. Un aumento del fatturato può persino generare una maggiore necessità di capitale circolante.
Per questo motivo, fatturato e liquidità non sono la stessa cosa.
Un’impresa può avere un buon volume d’affari e, contemporaneamente, attraversare una fase di tensione finanziaria.
Perché la tranquillità finanziaria è importante per un imprenditore?
L’imprenditore non gestisce soltanto numeri.
Gestisce persone, clienti, fornitori, investimenti e responsabilità.
Quando la situazione finanziaria diventa difficile da governare, una parte importante dell’energia dell’imprenditore può essere assorbita dalla gestione delle emergenze.
La domanda non è più soltanto: “Come possiamo far crescere l’azienda?”
Ma diventa: “Come facciamo ad arrivare alla prossima scadenza?”
Questa differenza cambia completamente il modo di affrontare l’attività imprenditoriale.
Una struttura finanziaria più equilibrata permette invece di ragionare maggiormente sul medio e lungo periodo.
Dormire di notte non è un lusso: è anche una questione di organizzazione finanziaria
Quando si parla di finanza aziendale si tende spesso a utilizzare termini tecnici: rating, affidamenti, liquidità, capitale circolante, finanziamenti, garanzie, esposizione bancaria.
Dietro questi numeri, però, c’è una persona.
C’è l’imprenditore che deve prendere decisioni.
E spesso c’è anche una famiglia che dipende dalla continuità dell’attività.
Per questo motivo, ridurre una tensione finanziaria non significa soltanto migliorare un indicatore economico.
Significa anche creare condizioni migliori per affrontare il lavoro quotidiano.
La serenità non può essere garantita da un finanziamento e non dipende esclusivamente dalla disponibilità di liquidità. Ma una pianificazione finanziaria più attenta può contribuire a ridurre situazioni di emergenza e a rendere più prevedibili le esigenze dell’impresa.
Fatturato, utile e liquidità: perché non sono la stessa cosa
Uno degli errori più frequenti è pensare che un aumento del fatturato risolva automaticamente tutti i problemi finanziari.
Non è necessariamente così.
Il fatturato rappresenta il valore delle vendite.
L’utile rappresenta, semplificando, ciò che rimane dopo aver considerato costi e ricavi secondo i criteri contabili.
La liquidità riguarda invece la disponibilità finanziaria necessaria per sostenere i pagamenti.
Un’azienda può quindi essere profittevole e avere temporaneamente poca liquidità.
Pensiamo, ad esempio, a un’impresa che acquisisce un nuovo importante cliente.
Il fatturato cresce.
Ma se il cliente paga a 90 o 120 giorni e l’impresa deve nel frattempo sostenere stipendi, fornitori, imposte e altri costi, il maggiore fatturato può richiedere anche maggiore capitale circolante.
Ecco perché la crescita deve essere finanziariamente sostenibile.
Quando i finanziamenti possono diventare uno strumento di equilibrio?
Un finanziamento aziendale non dovrebbe essere considerato esclusivamente come una soluzione a una difficoltà.
Può essere anche uno strumento di pianificazione.
L’obiettivo può essere finanziare un investimento, sostenere il capitale circolante, acquistare nuovi macchinari, ampliare la struttura, finanziare una fase di crescita o riorganizzare una parte dell’esposizione finanziaria.
La questione fondamentale è però sempre la stessa: il finanziamento deve essere coerente con la capacità dell’impresa di sostenerlo.
Per questo motivo è importante valutare durata, importo, rata, flussi finanziari, garanzie disponibili e sostenibilità complessiva dell’operazione.
E quando il problema sono troppe rate?
Una situazione particolarmente delicata può verificarsi quando l’impresa ha accumulato nel tempo diversi finanziamenti con scadenze e rate differenti.
Ogni finanziamento, preso singolarmente, può essere sostenibile.
Il problema può emergere quando tutte le rate vengono considerate contemporaneamente.
In questi casi può essere utile valutare, con un professionista e con gli intermediari finanziari coinvolti, se esistano possibilità di riorganizzazione dell’esposizione finanziaria.
L’obiettivo può essere quello di costruire una struttura più coerente con i flussi finanziari dell’impresa e con la sua capacità di rimborso.
Non si tratta semplicemente di “pagare meno”.
La valutazione deve considerare l’intera struttura finanziaria dell’azienda.
La finanza aziendale dovrebbe anticipare i problemi, non inseguirli
Uno degli aspetti più importanti della gestione finanziaria è la capacità di intervenire prima che una difficoltà diventi un’emergenza.
Aspettare l’ultimo momento può ridurre le possibilità di scelta.
Quando invece l’imprenditore analizza per tempo: flussi di cassa, scadenze,
esposizione bancaria, affidamenti, finanziamenti in essere, capitale circolante, investimenti programmati, fabbisogno finanziario futuro, può avere una visione più chiara della situazione.
La finanza aziendale diventa quindi uno strumento di pianificazione e non soltanto una risposta a un problema.
Un altro elemento importante è il rating bancario.
Il rapporto tra impresa e sistema finanziario non dovrebbe essere gestito soltanto nel momento in cui serve un finanziamento.
La situazione finanziaria dell’impresa, i suoi bilanci, la capacità di rimborso, l’andamento dei rapporti bancari e altri elementi possono incidere sulla valutazione del merito creditizio.
Per questo motivo un imprenditore dovrebbe cercare di costruire nel tempo una posizione finanziaria ordinata e coerente con gli obiettivi dell’azienda.
Non quando arriva l’emergenza.
Avere liquidità significa anche poter cogliere le opportunità
La liquidità non serve soltanto a pagare le scadenze.
Può consentire all’impresa di affrontare opportunità che altrimenti potrebbero essere difficili da cogliere.
Un nuovo macchinario. Un nuovo punto vendita. Un’acquisizione. Un investimento commerciale. Una nuova assunzione. L’ingresso in un nuovo mercato.
In questi casi, avere una struttura finanziaria equilibrata può permettere all’imprenditore di valutare un’opportunità sulla base della sua convenienza economica e strategica, invece di essere costretto a rinunciarvi esclusivamente per mancanza di risorse finanziarie.
Quanto vale la tranquillità finanziaria?
Non esiste un numero preciso che possa misurare la tranquillità di un imprenditore.
Ma esiste una condizione finanziaria nella quale le scadenze sono conosciute, i flussi sono monitorati, l’esposizione è sostenibile e le decisioni possono essere prese con una visione di medio periodo.
È questo uno degli obiettivi della pianificazione finanziaria.
Non eliminare ogni rischio, ma ridurre l’imprevedibilità.
Perché fare impresa significa inevitabilmente assumersi dei rischi.
Ma una cosa è affrontare un rischio imprenditoriale calcolato,
un’altra è vivere ogni mese con l’ansia delle scadenze.
Wesionary S.p.A. è la finanza al servizio dell’impresa
e parlare di finanza significa partire proprio dalle esigenze concrete dell’imprenditore.
Finanza ordinaria, finanza agevolata e finanza straordinaria possono rappresentare strumenti diversi, da valutare in funzione della situazione dell’impresa e dei suoi obiettivi.
Un finanziamento non dovrebbe essere proposto semplicemente perché esiste la possibilità di ottenerlo.
Dovrebbe essere valutato in relazione al progetto, ai flussi finanziari, alla sostenibilità dell’operazione e alla struttura complessiva dell’azienda.
Perché l’obiettivo non è semplicemente ottenere liquidità.
L’obiettivo è contribuire a costruire una struttura finanziaria che permetta all’impresa di affrontare il presente e programmare il futuro con maggiore consapevolezza.
Dormire di notte perché l’azienda è sotto controllo
Essere imprenditore significa convivere con l’incertezza.
Non esistono aziende senza problemi, mercati senza cambiamenti o investimenti senza rischi.
Ma una buona gestione finanziaria può aiutare a distinguere ciò che è un normale rischio imprenditoriale da ciò che è una tensione finanziaria che può essere affrontata e pianificata.
Alla fine, dietro ogni bilancio, ogni finanziamento e ogni piano finanziario c’è un imprenditore che vuole una cosa molto semplice:
continuare a fare impresa senza vivere ogni giorno con la paura delle prossime scadenze.
Perché una finanza aziendale ben organizzata non serve soltanto a far quadrare i numeri, serve a dare all’imprenditore maggiore visibilità, maggiore capacità di pianificazione e, quando le condizioni lo consentono, anche quella tranquillità che consente di chiudere la giornata, tornare a casa e dormire di notte