Quando una piccola o media impresa ha bisogno di liquidità, la prima soluzione a cui generalmente pensa l’imprenditore è il finanziamento bancario.
È un meccanismo quasi automatico: servono 100.000 euro, quindi si va in banca e si chiede un finanziamento da 100.000 euro.
Ma è davvero sempre la scelta migliore?
La risposta è no.
Il finanziamento bancario rappresenta sicuramente uno degli strumenti più importanti per sostenere la crescita di un’impresa, ma non è l’unico. E soprattutto, non sempre dovrebbe essere il punto di partenza.
Il vero tema, infatti, non è semplicemente trovare liquidità, ma capire come reperirla nel modo più efficiente per l’azienda.
Prima di cercare denaro, bisogna capire perché serve
Ogni esigenza finanziaria è diversa.
Un’azienda potrebbe avere bisogno di liquidità per acquistare un macchinario, un’altra per ampliare la propria sede, un’altra ancora per assumere personale o investire nella digitalizzazione.
Ci sono imprese che hanno un problema temporaneo di capitale circolante perché devono aspettare 60, 90 o 120 giorni prima di incassare le proprie fatture. Altre, invece, stanno affrontando un vero e proprio progetto di crescita e hanno bisogno di finanziare nuovi investimenti.
Chiedere semplicemente un finanziamento a tutte queste aziende significherebbe trattare situazioni completamente diverse nello stesso modo.
Ed è proprio qui che entra in gioco la pianificazione finanziaria.
Quante alternative esistono al tradizionale finanziamento?
Molte più di quanto normalmente immagini un piccolo imprenditore.
In funzione delle caratteristiche dell’impresa e del progetto, possono essere valutati strumenti differenti: leasing, factoring, anticipo fatture, Fondo di Garanzia, contributi a fondo perduto, bandi e strumenti di finanza agevolata.
In alcuni casi possono essere utilizzati anche strumenti di finanza alternativa o forme di capitalizzazione dell’impresa.
Non significa che il finanziamento bancario non serva.
Significa che potrebbe essere solo una parte della soluzione.
Pensiamo, ad esempio, a un’azienda che deve realizzare un investimento importante.
Invece di finanziare tutto attraverso un unico prestito, potrebbe essere possibile costruire una struttura composta da più strumenti: una parte attraverso un’agevolazione, una parte attraverso un leasing, una parte attraverso una garanzia pubblica e, dove necessario, una parte attraverso il credito bancario.
Il risultato può essere molto diverso, perché l’obiettivo non è semplicemente ottenere i soldi necessari, ma costruire una struttura finanziaria sostenibile per l’azienda.
Il problema è spesso non conoscere le opportunità
Molti imprenditori non hanno il tempo, le competenze o le risorse interne per monitorare continuamente bandi, incentivi, strumenti finanziari e opportunità disponibili.
E questo può portare a una situazione paradossale.
L’imprenditore ha un progetto valido, l’azienda ha una buona attività e magari anche una buona capacità di rimborso, ma per ottenere la liquidità utilizza semplicemente lo strumento che conosce meglio: il finanziamento bancario.
Non necessariamente perché sia la soluzione migliore, ma perché è quella più immediata e conosciuta.
La vera domanda dovrebbe essere un’altra
Quando un imprenditore dice:
“Mi servono 300.000 euro per far crescere la mia azienda”, la domanda non dovrebbe essere immediatamente:
“Quanto riesce a finanziarmi la banca?”
La domanda dovrebbe essere:
“Come possiamo strutturare questi 300.000 euro nel modo più efficiente possibile?”
Da qui parte un’analisi completamente diversa.
Si guarda all’azienda, al bilancio, al progetto, alla capacità finanziaria, agli investimenti previsti, ai crediti commerciali, alla struttura del debito e alle eventuali opportunità di finanza agevolata.
Solo dopo si decide quali strumenti utilizzare.
È questo il ruolo che può avere una struttura come Wesionary
L’obiettivo non dovrebbe essere quello di proporre all’imprenditore un prodotto finanziario preconfezionato.
Dovrebbe essere l’opposto: partire dal problema dell’impresa e costruire la soluzione finanziaria intorno alle sue esigenze.
Un imprenditore non dovrebbe necessariamente arrivare dicendo:
“Ho bisogno di un finanziamento.”
Potrebbe semplicemente dire:
“Ho bisogno di 200.000 euro per realizzare questo progetto.”
A quel punto il compito di una struttura specializzata è capire quale combinazione di strumenti può essere più adatta.
Perché trovare liquidità è importante, ma trovare liquidità nel modo giusto può essere ancora più importante.
La finanza non dovrebbe essere vista soltanto come debito
Questo è forse il cambio di mentalità più importante per una piccola impresa.
La finanza aziendale non significa soltanto andare in banca e chiedere soldi.
Significa conoscere e saper combinare strumenti diversi per sostenere gli investimenti, migliorare la liquidità e accompagnare la crescita dell’impresa.
Per questo motivo, prima di chiedere un finanziamento, può essere utile fermarsi e analizzare tutte le alternative disponibili.
Perché la domanda corretta non è sempre “quanto posso farmi finanziare?”.
A volte è:
“Qual è il modo migliore per finanziare la mia azienda?”
Ed è una differenza che può avere un impatto importante sul futuro dell’impresa.
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