Il rating per le PMI: quanto vale e perché è importante preservarlo

Il rating per le PMI: quanto vale e perché è importante preservarlo

Quando si parla di finanziamenti alle imprese, spesso l’attenzione si concentra sul tasso di interesse, sull’importo ottenibile o sulla durata del finanziamento. C’è però un elemento che può incidere profondamente sulla capacità di un’impresa di accedere al credito e sulle condizioni con cui può ottenerlo: il rating aziendale.

Per una PMI, il rating non è semplicemente un numero assegnato dalla banca. È, di fatto, una delle principali rappresentazioni della affidabilità finanziaria dell’impresa.

E proprio per questo motivo dovrebbe essere considerato un vero e proprio patrimonio aziendale.

Che cos’è il rating di un’impresa

Il rating esprime una valutazione del livello di affidabilità finanziaria di un’azienda e della sua capacità di rispettare nel tempo gli impegni finanziari assunti.

Per determinarlo, gli istituti di credito analizzano numerosi elementi: bilanci, redditività, livello di indebitamento, flussi finanziari, puntualità nei pagamenti, esposizione bancaria, andamento storico dei rapporti con il sistema finanziario e, più in generale, la solidità economica e finanziaria dell’impresa.

Non esiste quindi un singolo dato capace di determinare il rating.

È il risultato della lettura complessiva dell’azienda e della sua capacità di dimostrare, attraverso i numeri, di essere in grado di sostenere i propri impegni.

Per una PMI questo aspetto è particolarmente importante perché il rapporto con il sistema bancario rappresenta spesso una componente essenziale della gestione finanziaria e della crescita.

Quanto vale realmente un buon rating?

La domanda è semplice, ma la risposta non può essere ridotta a una cifra.

Un buon rating può avere un valore significativo perché può contribuire a migliorare il rapporto dell’impresa con gli intermediari finanziari e, in funzione della singola operazione, può incidere sulla possibilità di ottenere finanziamenti, sull’importo finanziabile, sulle garanzie richieste e sulle condizioni economiche applicate.

In altre parole, un’azienda finanziariamente solida non porta in banca soltanto una richiesta di finanziamento: porta anche una storia finanziaria che può rappresentare un elemento di forza nella valutazione del credito.

Ed è proprio questa storia che l’imprenditore dovrebbe cercare di preservare.

Il rating è un patrimonio da non compromettere

Uno degli errori più frequenti consiste nel considerare il rating come qualcosa che riguarda esclusivamente il momento in cui si presenta una richiesta di finanziamento.

In realtà, la situazione finanziaria dell’impresa viene costruita nel tempo.

Un’impresa può impiegare anni per costruire una posizione finanziaria equilibrata e, al contrario, può deteriorarla progressivamente attraverso decisioni finanziarie non adeguatamente pianificate.

Ecco perché il rating dovrebbe essere considerato alla stregua di un patrimonio da tutelare. Un eccessivo ricorso al credito, un aumento sproporzionato dell’indebitamento rispetto alla capacità dell’impresa di generare cassa, ritardi nei pagamenti o una gestione poco equilibrata delle esposizioni finanziarie possono incidere negativamente sulla percezione del rischio.

Il problema, in questi casi, non riguarda soltanto il finanziamento che l’impresa sta valutando oggi, può riguardare anche quello che potrebbe servire domani.

Perché preservare il rating prima di aver bisogno di credito

Il momento migliore per occuparsi del rating non è necessariamente quando l’azienda ha bisogno urgente di liquidità. È prima, quando l’impresa è in una situazione finanziaria equilibrata, ha maggiore possibilità di pianificare le proprie esigenze, valutare diverse soluzioni e dialogare con gli intermediari partendo da una posizione finanziaria più strutturata.

Al contrario, arrivare sul mercato del credito quando la necessità è già urgente può rendere più complessa la gestione dell’operazione.

Per questo motivo, l’analisi della situazione finanziaria dovrebbe diventare una parte ordinaria della pianificazione aziendale e non un’attività da svolgere soltanto in occasione della richiesta di un finanziamento.

Rating e capacità di investimento

Il rating assume un’importanza ancora maggiore quando l’impresa entra in una fase di crescita.

Nuovi macchinari, acquisizioni, ampliamento della sede, apertura di una nuova filiale, incremento del personale, investimenti tecnologici o acquisizioni di altre aziende possono richiedere risorse finanziarie significative.

In questi momenti, poter contare su una struttura finanziaria equilibrata può diventare un elemento importante per sostenere i programmi di sviluppo.

La finanza aziendale, quindi, non dovrebbe essere vista soltanto come una risposta a una necessità, dovrebbe essere uno strumento di pianificazione. Non conta soltanto quanto si prende in prestito

Un altro concetto importante riguarda la quantità di debito.

Non è necessariamente vero che un’azienda con pochi finanziamenti sia automaticamente più solida di un’azienda che utilizza maggiormente il credito bancario.

La questione centrale è l’equilibrio tra debito, capacità reddituale, flussi di cassa e capacità di rimborso.

Un finanziamento può essere perfettamente coerente con la struttura dell’impresa se viene utilizzato per sostenere un investimento produttivo e se le relative rate sono compatibili con la capacità finanziaria dell’azienda.

Il problema nasce quando il debito cresce senza una strategia finanziaria coerente oppure quando la struttura delle scadenze non è adeguata ai flussi generati dall’attività.

Per questo motivo, prima di assumere nuovi impegni finanziari, è importante valutare l’impatto complessivo che l’operazione può avere sulla struttura finanziaria dell’impresa.

Proteggere il rating significa pianificare

Preservare il rating non significa semplicemente evitare problemi con le banche, significa adottare una gestione finanziaria consapevole, conoscere la propria posizione debitoria, monitorare le esposizioni, verificare la sostenibilità delle rate, pianificare gli investimenti e valutare per tempo eventuali necessità di nuova finanza; significa, soprattutto, evitare di arrivare alla ricerca di una soluzione finanziaria quando la situazione è già diventata urgente.

Per una PMI, avere una visione chiara della propria struttura finanziaria permette di affrontare le decisioni con maggiore consapevolezza e di costruire nel tempo un rapporto più strutturato con il sistema del credito.

Il rating non si costruisce quando serve: si costruisce prima

Il rating è il risultato di un percorso, non nasce nel momento in cui l’imprenditore presenta una domanda di finanziamento, ma dalla storia economica e finanziaria dell’azienda.

Per questo motivo, la domanda che ogni imprenditore dovrebbe porsi non è soltanto:

“Di quanto finanziamento ho bisogno oggi?” Ma anche:

“Come sarà la mia posizione finanziaria tra uno, tre o cinque anni?”

È questa prospettiva che permette di trasformare il credito da semplice strumento di emergenza a leva finanziaria per sostenere lo sviluppo dell’impresa. Per una PMI, quindi, preservare il rating significa preservare una delle risorse che possono contribuire a mantenere aperto, nel tempo, l’accesso al credito e a sostenere le opportunità di crescita.

E come ogni patrimonio aziendale, anche il rating merita di essere conosciuto, monitorato e gestito prima che diventi necessario utilizzarlo

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