Finanza ordinaria e finanza agevolata: il mix vincente per finanziare la crescita dell’impresa

Finanza ordinaria e finanza agevolata: il mix vincente per finanziare la crescita dell’impresa

Quando un’impresa deve finanziare un investimento, acquistare nuovi macchinari, sviluppare un progetto, assumere personale o semplicemente rafforzare la propria liquidità, la domanda non dovrebbe essere soltanto “dove posso trovare i soldi?”.

La domanda corretta è: “qual è il mix di strumenti finanziari più adatto alla mia impresa e al mio progetto?”

È proprio da questa prospettiva che nasce l’importanza di combinare finanza ordinaria e finanza agevolata.

Due mondi che spesso vengono considerati separati, ma che, se utilizzati in maniera coordinata, possono diventare strumenti complementari per sostenere la crescita e migliorare la sostenibilità finanziaria di un’azienda.

Che cos’è la finanza ordinaria?

Con il termine finanza ordinaria si fa riferimento agli strumenti tradizionali attraverso i quali un’impresa può ottenere risorse finanziarie.

Tra questi rientrano, ad esempio: finanziamenti bancari, mutui e finanziamenti a medio-lungo termine, leasing, affidamenti bancari, linee di credito, anticipo fatture, strumenti di gestione del capitale circolante, finanziamenti destinati a specifici investimenti.

La finanza ordinaria ha un grande vantaggio: può essere strutturata in funzione delle esigenze concrete dell’impresa e, in molti casi, permette di ottenere le risorse necessarie senza dover attendere l’apertura o l’esito di un bando.

Ma presenta anche un elemento da considerare attentamente: il capitale ha un costo.

Interessi, commissioni, garanzie e impegni finanziari devono quindi essere valutati all’interno della capacità dell’impresa di sostenere il debito nel tempo.

Che cos’è la finanza agevolata?

La finanza agevolata comprende invece l’insieme di strumenti e misure pubbliche pensate per sostenere determinate categorie di imprese, investimenti o progetti.

Può assumere forme differenti, tra cui: contributi a fondo perduto, finanziamenti agevolati, contributi in conto interessi, crediti d’imposta, quando previsti dalla normativa, garanzie pubbliche, incentivi per investimenti, misure regionali, nazionali ed europee.

L’obiettivo è ridurre, in tutto o in parte, il costo dell’investimento oppure facilitare l’accesso al credito.

È importante però sfatare un equivoco: finanza agevolata non significa automaticamente denaro a fondo perduto.

Ogni misura ha requisiti, vincoli, tempistiche, spese ammissibili, criteri di valutazione e obblighi specifici. Per questo motivo, prima di presentare una domanda, è fondamentale verificare la reale compatibilità tra il progetto dell’impresa e la misura disponibile.

Perché utilizzare insieme finanza ordinaria e finanza agevolata?

Il vero valore nasce quando i due strumenti vengono considerati all’interno di un’unica strategia finanziaria.

Immaginiamo un’impresa che debba realizzare un investimento da 500.000k.

Un’analisi superficiale potrebbe portare semplicemente a richiedere un finanziamento bancario dell’intero importo.

Ma una pianificazione più attenta potrebbe individuare una misura agevolativa capace di sostenere, ad esempio, una parte dell’investimento.

In questo caso la struttura finanziaria potrebbe essere costruita combinando:

investimento → agevolazione disponibile → capitale proprio → finanziamento ordinario

Il risultato può essere un fabbisogno bancario inferiore e, di conseguenza, una struttura finanziaria potenzialmente più sostenibile.

La finanza agevolata, quindi, non deve necessariamente sostituire quella ordinaria.

Può diventare uno strumento per renderla più efficiente.

La domanda giusta non è “finanza ordinaria o agevolata?”

Uno degli errori più frequenti consiste nel considerare finanza ordinaria e finanza agevolata come due alternative.

In realtà, molto spesso la scelta migliore è un’altra:

“Come posso combinare gli strumenti disponibili per finanziare nel modo più efficiente il mio progetto?”

Questo cambia completamente l’approccio.

La valutazione dovrebbe partire dal progetto e dalle caratteristiche dell’impresa, non dal singolo prodotto finanziario.

Bisogna analizzare almeno: importo dell’investimento, tipologia delle spese,

tempistiche del progetto, capacità finanziaria dell’impresa, patrimonio e garanzie disponibili, flussi di cassa, posizione bancaria, eventuale accesso a garanzie pubbliche, requisiti delle misure agevolative, tempi di erogazione delle diverse fonti.

Solo dopo questa analisi è possibile costruire una strategia realmente coerente.

Un esempio pratico

Supponiamo che un’azienda voglia investire 300.000 euro per acquistare nuovi macchinari e sviluppare un progetto di innovazione.

L’impresa potrebbe avere a disposizione:

50.000 euro di capitale proprio e individuare una misura di finanza agevolata potenzialmente utilizzabile per una parte dell’investimento.

La quota rimanente potrebbe essere sostenuta attraverso un finanziamento ordinario o un leasing.

In questo modo, invece di ragionare esclusivamente sulla disponibilità immediata di capitale, l’impresa costruisce una struttura finanziaria articolata, nella quale ogni fonte svolge una funzione precisa.

Il capitale proprio può rafforzare l’operazione.

La finanza agevolata può contribuire a ridurre il costo complessivo del progetto, quando prevista e ottenibile.

La finanza ordinaria può coprire la parte restante del fabbisogno.

Questo è il concetto di mix finanziario.

La finanza agevolata può migliorare anche l’accesso al credito

Un altro aspetto particolarmente importante riguarda il rapporto tra agevolazioni e sistema bancario.

Una misura agevolativa, quando strutturata correttamente e compatibile con il progetto, può contribuire a ridurre il fabbisogno finanziario dell’impresa.

In alcuni casi possono inoltre essere previste forme di garanzia pubblica che facilitano l’accesso al credito.

Questo significa che la finanza agevolata può essere considerata non soltanto come una fonte di risorse, ma anche come una componente della più ampia strategia di finanziamento dell’investimento.

Naturalmente, ogni operazione deve essere valutata sulla base delle specifiche regole della misura e delle condizioni applicate dall’intermediario finanziario.

Il rischio di cercare soltanto il “bando giusto”

Un altro errore frequente è costruire un progetto aziendale intorno a un bando.

L’approccio dovrebbe essere esattamente il contrario.

Prima viene il progetto imprenditoriale.

Poi si analizzano le fonti finanziarie disponibili.

Infine si verifica se esistono strumenti di finanza agevolata compatibili con quell’investimento.

Un’impresa non dovrebbe investire perché esiste un incentivo.

Dovrebbe investire perché quell’investimento ha senso industriale, commerciale o strategico e, successivamente, cercare di ottimizzare il modo in cui finanziarlo.

Questa distinzione è fondamentale per evitare investimenti costruiti artificialmente intorno a un incentivo.

Finanza ordinaria e finanza agevolata: serve una visione integrata

La gestione finanziaria di un’impresa moderna richiede sempre più una visione integrata.

Non basta conoscere un finanziamento bancario.

Non basta conoscere un bando.

Non basta individuare un contributo.

È necessario comprendere come le diverse fonti possono convivere all’interno dello stesso progetto, verificando naturalmente compatibilità, limiti e regole applicabili.

Il vero valore della consulenza finanziaria consiste quindi nell’individuare la combinazione più coerente tra:

capitale proprio + credito ordinario + finanza agevolata + eventuali garanzie e altri strumenti finanziari.

Ogni impresa ha caratteristiche differenti e, di conseguenza, non esiste un mix finanziario valido per tutti. La scelta giusta parte dall’analisi dell’impresa.

Prima di scegliere come finanziare un investimento, è fondamentale conoscere la situazione economica e finanziaria dell’azienda.

Fatturato, marginalità, indebitamento, patrimonio, liquidità, flussi di cassa e storico bancario sono elementi che possono incidere sulla possibilità di sostenere una determinata operazione.

Allo stesso modo, un progetto deve essere analizzato sotto il profilo tecnico, economico e finanziario.

Non esiste il finanziamento migliore in assoluto. Esiste il finanziamento più coerente con quel progetto e con quella specifica impresa.

Wesionary: costruire opportunità, non semplicemente cercare finanziamenti.

Il ruolo di un approccio professionale alla finanza d’impresa non dovrebbe limitarsi alla ricerca di un bando o alla proposta di un finanziamento.

L’obiettivo è comprendere il fabbisogno dell’impresa, analizzare il progetto e individuare le opportunità finanziarie potenzialmente più coerenti.

La combinazione tra finanza ordinaria e finanza agevolata può rappresentare una delle strategie più interessanti per sostenere gli investimenti, preservare la liquidità e rendere più equilibrata la struttura finanziaria dell’impresa.

Perché la vera domanda non è semplicemente: “Quanto posso ottenere?”

Ma: “Come posso finanziare nel modo migliore la crescita della mia impresa?”

È da questa domanda che dovrebbe partire ogni buona strategia finanziaria.

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